Percorso diagnostico

Biopsia prostatica transperineale fusion

La biopsia è l'esame che permette di stabilire con certezza se in un'area sospetta della prostata siano presenti cellule tumorali. Oggi si esegue attraverso il perineo, non attraverso il retto, e i prelievi vengono guidati dalle immagini della risonanza magnetica sovrapposte all'ecografia.

Non è un passaggio automatico dopo un PSA alterato. Si arriva alla biopsia solo quando la valutazione complessiva la rende davvero utile, e questa pagina spiega quando accade e come si svolge.

In breve

  • Accesso Transperineale: nessun passaggio attraverso il retto
  • Guida Fusione tra risonanza magnetica ed ecografia
  • Anestesia Locale, eventualmente con sedazione
  • Regime Ambulatoriale o day surgery
  • Ripresa In genere il giorno successivo

Quando è indicata

La biopsia viene proposta quando l'insieme degli elementi raccolti lascia un sospetto che nessun altro esame può sciogliere:

  • un PSA persistentemente alterato, confermato da dosaggi ripetuti e non spiegato da cause benigne;
  • una risonanza magnetica multiparametrica che segnala una lesione sospetta, classificata con punteggio PI-RADS 4 o 5, e in casi selezionati PI-RADS 3;
  • un reperto sospetto alla visita, indipendentemente dal valore del PSA;
  • la necessità di ripetere il campionamento quando una prima biopsia è risultata negativa ma il sospetto clinico persiste.

Vale anche il contrario: una risonanza negativa, in un quadro clinico coerente, permette spesso di evitare la biopsia e proseguire con controlli programmati. Evitare un esame non necessario è un risultato clinico, non una rinuncia.

La biopsia transperineale fusion
Schema esplicativo. La biopsia transperineale fusion: la lesione individuata dalla risonanza, la fusione delle immagini con l'ecografia, i prelievi mirati attraverso il perineo e i campioni inviati all'esame istologico. Tocca l'immagine per ingrandirla. Le illustrazioni sono semplificate a scopo divulgativo e non rappresentano immagini cliniche reali.

Perché per via transperineale

Per decenni la biopsia si è eseguita per via transrettale: l'ago attraversava la parete del retto per raggiungere la prostata. È una via breve e tecnicamente semplice, ma comporta il passaggio attraverso un ambiente ricco di batteri, con un rischio non trascurabile di infezioni urinarie e, nei casi più seri, di sepsi.

Nell'approccio transperineale l'ago entra invece dalla cute del perineo, la regione compresa tra lo scroto e l'ano, previa disinfezione. Non attraversa l'intestino, e il rischio di infezioni gravi si riduce drasticamente. È il motivo per cui le linee guida europee raccomandano oggi questa via come standard.

Un secondo vantaggio riguarda la copertura: dal perineo si raggiunge con più facilità la porzione anteriore della prostata, dove alcuni tumori si localizzano e dove la via transrettale arriva con maggiore difficoltà.

Che cosa significa «fusion»

La risonanza magnetica multiparametrica individua le aree sospette, ma non consente di prelevare tessuto. L'ecografia, che invece guida l'ago in tempo reale, non mostra quelle stesse aree con altrettanta chiarezza.

La tecnica fusion mette insieme i due esami: le immagini della risonanza vengono allineate e sovrapposte a quelle ecografiche durante la procedura, così il bersaglio individuato dalla risonanza resta visibile mentre si esegue il prelievo. I campioni vengono quindi diretti sulla lesione, e non distribuiti alla cieca nella ghiandola.

In genere ai prelievi mirati si associano alcuni campioni sistematici, per non trascurare aree che la risonanza potrebbe non aver evidenziato.

Come si svolge

  1. Preparazione

    Si valutano le terapie in corso, in particolare anticoagulanti e antiaggreganti, e si concorda come gestirle. Viene eseguita un'urinocoltura per escludere un'infezione in atto.

  2. Anestesia

    Locale, con infiltrazione della regione perineale; in alcuni casi si aggiunge una sedazione leggera. La procedura si svolge in regime ambulatoriale o di day surgery.

  3. I prelievi

    Sotto guida ecografica con fusione delle immagini della risonanza, vengono prelevati alcuni piccoli cilindri di tessuto, mirati sulla lesione e distribuiti nella ghiandola.

  4. Dopo la procedura

    Dopo un periodo di osservazione e la verifica della minzione si torna a casa. Nei giorni successivi possono comparire sangue nelle urine e nel liquido seminale: sono effetti attesi.

  5. Il referto

    Lo commentiamo insieme in visita. Se vengono trovate cellule tumorali, il patologo ne indica il grado, espresso come punteggio di Gleason e gruppo ISUP: è il dato che orienta tutte le scelte successive.

Cosa segnalare dopo

Sono attesi, e non devono preoccupare, la presenza di sangue nelle urine per alcuni giorni e nel liquido seminale anche per qualche settimana, insieme a un modesto fastidio perineale.

Vanno invece riferiti subito: febbre con brividi, impossibilità a urinare, dolore intenso o sanguinamento abbondante. Sono eventualità poco frequenti, ma è giusto sapere in anticipo cosa fare se si presentano.

Questa pagina ha finalità informativa e non sostituisce la visita medica.

Domande frequenti

Biopsia prostatica: le domande più frequenti

La biopsia prostatica è dolorosa?

Viene eseguita in anestesia locale, in alcuni casi con una sedazione leggera. Si avverte la puntura dell'anestetico e una sensazione di pressione durante i prelievi, ma la procedura è generalmente ben tollerata.

Che differenza c'è tra via transperineale e transrettale?

Nella via transrettale l'ago attraversa la parete del retto; in quella transperineale passa attraverso la cute del perineo, tra scroto e ano, senza attraversare l'intestino. Il vantaggio principale del transperineale è la drastica riduzione del rischio di infezioni gravi, ed è per questo che le linee guida europee lo indicano come approccio da preferire.

Che cosa vuol dire biopsia fusion?

Significa che le immagini della risonanza magnetica vengono sovrapposte in tempo reale a quelle dell'ecografia durante la procedura. Questo permette di dirigere i prelievi esattamente sull'area che la risonanza aveva segnalato come sospetta, invece di campionare la ghiandola alla cieca.

Quanto si aspetta per il risultato?

Il tempo dipende dal laboratorio di anatomia patologica, in genere alcuni giorni. Il referto viene commentato insieme in visita: è importante capire non solo se sono state trovate cellule tumorali, ma quanto sono aggressive e quanta parte della ghiandola interessano.

Cosa può succedere nei giorni successivi?

È frequente osservare sangue nelle urine e nel liquido seminale, quest'ultimo anche per alcune settimane: è atteso e non deve allarmare. Vanno invece segnalati subito febbre con brividi, difficoltà a urinare o sanguinamento abbondante.

Ti è stata proposta una biopsia?

Se vuoi un secondo parere, invia in anticipo referti e risonanza: li esamino prima della visita.

A cura del Dott. Michele Colicchia, specialista in Urologia. Ultima revisione: .