Latest pharmacotherapy options for benign prostatic hyperplasia
Russo A, La Croce G, Capogrosso P, Ventimiglia E, Colicchia M, Serino A, … Salonia A
Expert Opin Pharmacother · PubMed 25164497
Patologie della prostata
L'ipertrofia prostatica benigna è l'aumento di volume della prostata che, con l'età, può comprimere l'uretra e ostacolare lo svuotamento della vescica. Non è un tumore e non lo diventa, ma può peggiorare progressivamente la qualità della vita e, se trascurata, danneggiare vescica e reni.
Il getto debole, i risvegli notturni e la sensazione di non svuotarsi mai del tutto vengono spesso accettati come un fatto naturale dell'invecchiamento. In molti casi non lo sono: sono sintomi di una condizione che si può misurare e trattare.
La prostata circonda il primo tratto dell'uretra, subito sotto la vescica. Quando la porzione centrale della ghiandola, l'adenoma, aumenta di volume, il canale viene compresso e il flusso urinario incontra una resistenza.
La vescica reagisce come farebbe qualsiasi muscolo posto davanti a un ostacolo: si ispessisce e spinge con più forza. Per un certo periodo compensa, e i sintomi restano modesti. Con il tempo, però, perde elasticità e capacità di svuotarsi completamente: compare il residuo urinario, e da lì possono derivare infezioni, calcoli vescicali e, nei casi trascurati, un danno renale.
Questo spiega perché non ha senso valutare l'ipertrofia solo dal volume della ghiandola: quello che conta è quanto sta ostruendo e come sta rispondendo la vescica.
Si distinguono due gruppi, che spesso coesistono:
Sono spesso i secondi a disturbare di più, perché condizionano il sonno e le abitudini quotidiane: sapere sempre dove sia il bagno più vicino, limitare i viaggi, evitare di bere la sera.
Un punteggio standardizzato traduce i disturbi in un valore misurabile, utile per confrontare la situazione nel tempo e valutare l'effetto delle terapie.
Comprende l'esplorazione rettale, che fornisce informazioni su volume, consistenza e superficie della ghiandola. Dura pochi secondi e in genere provoca soltanto un breve fastidio.
Esame delle urine, funzione renale e PSA, interpretato nel contesto clinico e non come valore isolato.
Misura il volume prostatico, valuta reni e vescica e quantifica l'urina che rimane dopo aver urinato. Insieme all'uroflussometria, ai sintomi e alla visita permette di capire quanto l'ingrossamento stia interferendo con lo svuotamento della vescica.
Registra la velocità del flusso urinario. Si esegue urinando in un apparecchio dedicato, senza alcun fastidio.
Quando i sintomi sono lievi e non ci sono complicanze, è una scelta legittima. Si interviene su distribuzione dei liquidi nella giornata, caffeina e alcol la sera, e su alcuni farmaci che possono peggiorare la minzione, con controlli programmati nel tempo.
Esistono farmaci che rilassano la muscolatura prostatica migliorando il flusso, e farmaci che nel tempo riducono il volume della ghiandola. Spesso vengono associati. Vanno conosciuti anche i loro effetti sulla sfera sessuale e sulla pressione, che discuto sempre prima di prescriverli.
Diventa la strada indicata quando la terapia medica non basta più, non è tollerata, oppure quando sono già comparse complicanze.
Le tecniche disponibili sono numerose e in continua evoluzione: la resezione transuretrale, che resta il riferimento storico, l'adenomectomia per le ghiandole molto voluminose, diverse tecniche laser di enucleazione e vaporizzazione, e alcune procedure mini-invasive di introduzione più recente, come l'ablazione con vapore acqueo, i sistemi di sospensione dei lobi, l'ablazione con getto d'acqua, nota come Aquablation, e l'embolizzazione delle arterie prostatiche.
Nessuna è migliore in assoluto: la scelta dipende dal volume della prostata, dal grado di ostruzione documentato, dalle condizioni generali, dalle terapie in corso e dalle priorità della persona — a partire da quanto conta conservare l'eiaculazione. Personalmente eseguo l'enucleazione con laser ad olmio e l'ablazione laser transperineale.
Per le prostate di grandi dimensioni l'enucleazione con laser rappresenta una delle opzioni di riferimento: scopri come funziona l'intervento HoLEP. Può inoltre essere presa in considerazione in molti pazienti in terapia antiaggregante o anticoagulante, con una gestione individualizzata dei farmaci. Quando la priorità è invece la minore invasività e la conservazione dell'eiaculazione, in casi selezionati si valuta la TPLA.
È il chiarimento più importante di questa pagina. L'ipertrofia benigna non è una forma iniziale di tumore e non evolve in tumore. Le due condizioni possono però coesistere nello stesso uomo, perché diventano entrambe più frequenti con l'età, e alcuni sintomi si assomigliano.
Per questo la valutazione comprende sempre gli accertamenti necessari a escludere una patologia oncologica, in particolare quando il PSA risulta alterato o la ghiandola presenta caratteristiche sospette alla visita.
Questa pagina ha finalità informativa e non sostituisce la visita medica.
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Latest pharmacotherapy options for benign prostatic hyperplasia
Russo A, La Croce G, Capogrosso P, Ventimiglia E, Colicchia M, Serino A, … Salonia A
Expert Opin Pharmacother · PubMed 25164497
Perioperative Outcomes of Holmium Laser Enucleation of the Prostate: A Systematic Review
Porreca A, Colicchia M, Tafuri A, D'Agostino D, Busetto GM, Crestani A, … Schiavina R
Urol Int · PubMed 34569529
The combination of waterjet ablation (Aquabeam®) and holmium laser power for treatment of symptomatic benign prostatic hyperplasia: early functional results
D'Agostino D, Colicchia M, Corsi P, Romagnoli D, Del Rosso A, Modonutti D, … Porreca A
Cent European J Urol · PubMed 34336242
Domande frequenti
Quando i disturbi incidono sulla qualità della vita nonostante la terapia, oppure quando compaiono complicanze: ritenzione urinaria, calcoli in vescica, infezioni ripetute, sangue nelle urine, sofferenza renale. In assenza di questi elementi, l'attesa controllata è una scelta ragionevole.
Non necessariamente. Il volume da solo non è un criterio: conta quanto ostruisce, quanto residuo lascia in vescica e quanto ti disturba. Il volume orienta però la scelta della tecnica chirurgica, qualora si decida di intervenire.
Controllano i sintomi finché li assumi, ma non eliminano l'adenoma. Quando perdono efficacia o gli effetti indesiderati non sono accettabili, si valuta la chirurgia.
Alcuni prodotti a base vegetale sono molto diffusi e vengono utilizzati da diversi pazienti per i disturbi lievi. Non sostituiscono la valutazione urologica, soprattutto quando i sintomi peggiorano o compaiono complicanze.
Enucleazione endoscopica con laser ad olmio: effetto disostruttivo marcato, anche in prostate voluminose.
Vedi la tecnica →Le due tecniche endoscopiche a confronto: cosa cambia e quando la resezione resta preferibile.
Confronta →Ablazione laser transperineale: minore invasività, in anestesia locale, per pazienti selezionati.
Vedi la tecnica →Visita, ecografia con residuo e uroflussometria nella stessa seduta, anche per chi arriva da fuori provincia.
Prenota →Una valutazione urologica dice in una sola seduta se l'ostruzione c'è e quanto pesa.
A cura del Dott. Michele Colicchia, specialista in Urologia. Ultima revisione: .