Patologie della prostata
Ipertrofia prostatica benigna: diagnosi e trattamento
L'ipertrofia prostatica benigna è l'aumento di volume della prostata che con l'età comprime l'uretra e ostacola lo svuotamento della vescica. Non è un tumore e non lo diventa, ma può peggiorare progressivamente la qualità della vita e, se trascurata, danneggiare vescica e reni.
Il getto debole, i risvegli notturni e la sensazione di non svuotarsi mai del tutto vengono spesso accettati come un fatto naturale dell'invecchiamento. In molti casi non lo sono: sono sintomi di una condizione che si può misurare e trattare.
Segnali da non rimandare
- Urgente Impossibilità totale di urinare, con dolore: è una ritenzione acuta e richiede il pronto soccorso.
- Presto Sangue nelle urine, febbre con brividi, dolore lombare persistente.
- Da valutare Getto debole, sforzo per iniziare, gocciolamento finale, due o più risvegli notturni.
Perché la prostata crea difficoltà a urinare
La prostata circonda il primo tratto dell'uretra, subito sotto la vescica. Quando la porzione centrale della ghiandola, l'adenoma, aumenta di volume, il canale viene compresso e il flusso urinario incontra una resistenza.
La vescica reagisce come farebbe qualsiasi muscolo posto davanti a un ostacolo: si ispessisce e spinge con più forza. Per un certo periodo compensa, e i sintomi restano modesti. Con il tempo, però, perde elasticità e capacità di svuotarsi completamente: compare il residuo urinario, e da lì possono derivare infezioni, calcoli vescicali e, nei casi trascurati, un danno renale.
Questo spiega perché non ha senso valutare l'ipertrofia solo dal volume della ghiandola: quello che conta è quanto sta ostruendo e come sta rispondendo la vescica.
I sintomi
Si distinguono due gruppi, che spesso coesistono:
- Sintomi da ostruzione: getto debole o intermittente, attesa prima di iniziare, necessità di spingere, gocciolamento terminale, sensazione di svuotamento incompleto.
- Sintomi da vescica irritata: urgenza improvvisa, aumento della frequenza durante il giorno, risvegli notturni, in alcuni casi perdite di urina prima di raggiungere il bagno.
Sono spesso i secondi a disturbare di più, perché condizionano il sonno e le abitudini quotidiane: sapere sempre dove sia il bagno più vicino, limitare i viaggi, evitare di bere la sera.
Come si arriva alla diagnosi
Anamnesi e questionario dei sintomi
Un punteggio standardizzato traduce i disturbi in un valore misurabile, utile per confrontare la situazione nel tempo e valutare l'effetto delle terapie.
Visita urologica
Comprende l'esplorazione rettale, che fornisce informazioni su volume, consistenza e superficie della ghiandola. Dura pochi secondi e non è dolorosa.
Esami di laboratorio
Esame delle urine, funzione renale e PSA, interpretato nel contesto clinico e non come valore isolato.
Ecografia con residuo post-minzionale
Misura il volume prostatico, valuta reni e vescica e quantifica l'urina che rimane dopo aver urinato. È l'esame che più di ogni altro orienta la decisione.
Uroflussometria
Registra la velocità del flusso urinario. Si esegue urinando in un apparecchio dedicato, senza alcun fastidio.
Le opzioni di trattamento
Osservazione e correzione delle abitudini
Quando i sintomi sono lievi e non ci sono complicanze, è una scelta legittima. Si interviene su distribuzione dei liquidi nella giornata, caffeina e alcol la sera, e su alcuni farmaci che possono peggiorare la minzione, con controlli programmati nel tempo.
Terapia farmacologica
Esistono farmaci che rilassano la muscolatura prostatica migliorando il flusso, e farmaci che nel tempo riducono il volume della ghiandola. Spesso vengono associati. Vanno conosciuti anche i loro effetti sulla sfera sessuale e sulla pressione, che discuto sempre prima di prescriverli.
Chirurgia
Diventa la strada indicata quando la terapia medica non basta più, non è tollerata, oppure quando sono già comparse complicanze. La tecnica si sceglie in base al volume della prostata, alle condizioni generali e alle terapie in corso.
Per le prostate di volume significativo, e per chi assume anticoagulanti, l'enucleazione con laser rappresenta oggi un'opzione di riferimento: scopri come funziona l'intervento HoLEP. Quando la priorità è la minore invasività e la conservazione dell'eiaculazione, in casi selezionati si valuta la TPLA.
Ipertrofia prostatica e tumore: due cose diverse
È il chiarimento più importante di questa pagina. L'ipertrofia benigna non è una forma iniziale di tumore e non evolve in tumore. Le due condizioni possono però coesistere nello stesso uomo, perché diventano entrambe più frequenti con l'età, e alcuni sintomi si assomigliano.
Per questo la valutazione comprende sempre gli accertamenti necessari a escludere una patologia oncologica, in particolare quando il PSA risulta alterato o la ghiandola presenta caratteristiche sospette alla visita.
Questa pagina ha finalità informativa e non sostituisce la visita medica.
Domande frequenti
Ipertrofia prostatica: le domande più comuni
Prostata ingrossata: quando bisogna operare?
Quando i disturbi incidono sulla qualità della vita nonostante la terapia, oppure quando compaiono complicanze: ritenzione urinaria, calcoli in vescica, infezioni ripetute, sangue nelle urine, sofferenza renale. In assenza di questi elementi, l'attesa controllata è una scelta ragionevole.
Una prostata da 80 grammi va operata per forza?
Non necessariamente. Il volume da solo non è un criterio: conta quanto ostruisce, quanto residuo lascia in vescica e quanto ti disturba. Il volume orienta però la scelta della tecnica chirurgica, qualora si decida di intervenire.
I farmaci per la prostata vanno presi a vita?
Controllano i sintomi finché li assumi, ma non eliminano l'adenoma. Quando perdono efficacia o gli effetti indesiderati non sono accettabili, si valuta la chirurgia.
Gli integratori servono?
Alcuni prodotti a base vegetale sono molto diffusi e vengono utilizzati da diversi pazienti per i disturbi lievi. Non sostituiscono la valutazione urologica, soprattutto quando i sintomi peggiorano o compaiono complicanze.
Convivi da anni con questi disturbi?
Una valutazione urologica dice in una sola seduta se l'ostruzione c'è e quanto pesa.
A cura del Dott. Michele Colicchia, specialista in Urologia. Ultima revisione: .