Andrologia

Disfunzione erettile

Si parla di disfunzione erettile quando la difficoltà a ottenere o mantenere un'erezione sufficiente per un rapporto soddisfacente si presenta in modo persistente, per almeno alcuni mesi. Un episodio isolato, legato alla stanchezza, all'alcol o a un momento di tensione, non è un disturbo.

È una delle condizioni più diffuse in urologia e, allo stesso tempo, una di quelle di cui si parla più tardi. In media passano anni tra la comparsa del problema e la prima visita: anni in cui, spesso, sarebbe bastata una valutazione andrologica.

Una ragione per non rimandare

Le arterie del pene hanno un calibro minore di quelle del cuore. Quando esiste una sofferenza vascolare generale, i primi segni possono comparire qui, anche anni prima di manifestarsi altrove. Per questo una disfunzione erettile non è solo un problema sessuale: è un'informazione sulla salute dei vasi che merita di essere raccolta.

Le cause

Raramente ce n'è una sola. Le più frequenti sono:

  • vascolari — ridotto afflusso di sangue per aterosclerosi, la causa più comune dopo i cinquant'anni;
  • metaboliche — diabete, in particolare quando è di lunga durata o mal controllato, sindrome metabolica, obesità;
  • ormonali — deficit di testosterone, alterazioni tiroidee, aumento della prolattina;
  • neurologiche — patologie del sistema nervoso, esiti di interventi pelvici, traumi;
  • farmacologiche — alcuni antipertensivi, antidepressivi, antiandrogeni. È un aspetto che vale sempre la pena verificare;
  • psicologiche e relazionali — ansia da prestazione, depressione, stress, difficoltà nella coppia;
  • abitudini — fumo, alcol, sedentarietà, uso di sostanze.

Il fumo merita una riga a parte: è tra i fattori più fortemente associati alla disfunzione erettile di origine vascolare, ed è uno dei pochi su cui si può intervenire immediatamente.

La valutazione

  1. Il colloquio

    Da quanto tempo, in quali circostanze, se sono presenti erezioni notturne o al risveglio, se il disturbo è comparso gradualmente o all'improvviso. Sono domande che orientano più di qualsiasi esame.

  2. Esame obiettivo

    Comprende la valutazione dei genitali e, quando indicato, della prostata, oltre a parametri generali come pressione e circonferenza addominale.

  3. Esami del sangue

    Glicemia ed emoglobina glicata, assetto lipidico, testosterone totale al mattino, e altri parametri secondo il quadro. Servono a individuare cause trattabili e a valutare il rischio cardiovascolare.

  4. Ecocolordoppler penieno

    Quando indicato, studia il flusso arterioso e il meccanismo veno-occlusivo, distinguendo le forme vascolari da quelle di altra origine.

I trattamenti

Correzione dei fattori di rischio

È la parte che viene sottovalutata più spesso, eppure è quella con l'effetto più duraturo. Smettere di fumare, ridurre il peso, riprendere un'attività fisica regolare e controllare glicemia e pressione migliorano la funzione erettile, e nello stesso tempo agiscono sul rischio cardiovascolare. In alcuni pazienti questo intervento è sufficiente.

Terapia orale

Gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 sono il trattamento di prima scelta nella maggior parte dei casi. Richiedono una stimolazione sessuale per funzionare, hanno durate d'azione diverse e vanno scelti in base alle abitudini e alle condizioni cliniche. Sono controindicati in chi assume nitrati.

Terapia ormonale

Indicata solo quando esiste un deficit documentato di testosterone, e sempre dopo un'adeguata valutazione. Non è un trattamento della disfunzione erettile in quanto tale.

Altre opzioni

Quando la terapia orale non è efficace o non è tollerata esistono le iniezioni intracavernose, i dispositivi a vuoto e, in casi selezionati, le onde d'urto a bassa intensità. Nelle forme severe e refrattarie la protesi peniena offre risultati stabili e un'elevata soddisfazione nei pazienti adeguatamente informati.

Il supporto psicosessuologico

Utile in molte situazioni, soprattutto nelle forme in cui la componente ansiosa è rilevante, e spesso in associazione alle altre terapie. Non è un'alternativa di ripiego: è parte del trattamento.

Una raccomandazione pratica

Non acquistare farmaci per l'erezione online. È uno dei settori più colpiti dalla contraffazione: i prodotti sequestrati contengono con frequenza dosaggi difformi, principi attivi diversi da quelli dichiarati o sostanze non dichiarate. Il rischio non è l'inefficacia, ma l'interazione con altri farmaci che stai assumendo.

Questa pagina ha finalità informativa e non sostituisce la visita medica.

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Domande frequenti

Disfunzione erettile: le domande più frequenti

È normale che succeda con l'età?

La disfunzione erettile diventa più frequente con gli anni, ma frequente non significa fisiologico. Nella maggior parte dei casi esiste una causa identificabile e trattabile, e l'età da sola non spiega il disturbo.

È un problema psicologico o fisico?

Quasi sempre entrambe le cose, in proporzioni diverse. Anche quando la causa iniziale è organica, l'ansia da prestazione si aggiunge rapidamente e peggiora il quadro. Alcuni elementi orientano: la presenza di erezioni notturne e mattutine e un esordio improvviso legato a una situazione precisa suggeriscono una componente psicologica prevalente.

Che rapporto ha con il cuore?

Molto stretto. Le arterie del pene hanno un calibro inferiore a quelle coronariche, e quando esiste una sofferenza vascolare diffusa i sintomi possono comparire prima in questa sede. Per questo una disfunzione erettile di origine vascolare va considerata un'occasione per valutare pressione, glicemia, assetto lipidico e fattori di rischio cardiovascolare.

I farmaci funzionano sempre?

Gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 sono efficaci in una larga parte dei casi, ma non in tutti, e richiedono una stimolazione sessuale per agire. Sono controindicati in chi assume nitrati per l'angina. Non vanno mai assunti senza una valutazione medica, e mai acquistati online: i prodotti contraffatti sono molto diffusi e possono contenere dosaggi impropri o sostanze diverse da quelle dichiarate.

Devo parlarne con la mia partner?

È una decisione personale, ma nella mia esperienza il silenzio peggiora quasi sempre le cose: il partner tende a interpretare il problema come un calo di desiderio nei propri confronti. Quando è possibile, una parte del colloquio insieme aiuta molto.

Ne parli per la prima volta?

È il disturbo che si rimanda più a lungo, e uno di quelli su cui c'è più da fare.

A cura del Dott. Michele Colicchia, specialista in Urologia. Ultima revisione: .