Chirurgia laser della prostata
HoLEP: enucleazione della prostata con laser
La HoLEP è l'enucleazione della prostata con laser ad olmio: un intervento eseguito attraverso l'uretra, senza tagli esterni, che rimuove per intero la parte di prostata che ostruisce il canale urinario. Si esegue anche su prostate di grandi dimensioni, dove la resezione tradizionale non è indicata.
Se sei arrivato qui probabilmente urini con difficoltà, ti alzi più volte di notte, hai già provato i farmaci senza un beneficio sufficiente, oppure ti è stato messo un catetere. Questa pagina spiega quando la HoLEP viene proposta e cosa comporta realmente, giorno per giorno.
In breve
- Accesso Endoscopico, attraverso l'uretra
- Anestesia Generale o spinale
- Volume prostata Nessun limite dimensionale
- Catetere In genere 24-48 ore
- Degenza In genere 1-2 giorni
- Ripresa Attività leggere in pochi giorni, sforzi dopo alcune settimane
I tempi indicati sono orientativi e vengono definiti caso per caso durante la visita.
Che cos'è la HoLEP
Con l'età la porzione centrale della prostata, chiamata adenoma, aumenta di volume e comprime l'uretra, il condotto attraverso cui passa l'urina. È come se il tubo di scarico venisse progressivamente strozzato dall'esterno: la vescica deve spingere di più per svuotarsi e, con il tempo, si affatica.
La HoLEP, sigla di Holmium Laser Enucleation of the Prostate, utilizza la fibra laser per scollare l'adenoma dalla capsula prostatica che lo contiene, esattamente lungo il piano anatomico che li separa. Il tessuto enucleato viene poi sospinto in vescica, frammentato con uno strumento dedicato e aspirato all'esterno.
La differenza sostanziale rispetto ad altre tecniche endoscopiche è che l'adenoma non viene asportato a piccoli frammenti, ma rimosso nella sua interezza: il risultato è paragonabile a quello dell'intervento a cielo aperto, ottenuto però senza incisioni.
Quando viene proposta
La HoLEP viene presa in considerazione quando l'ipertrofia prostatica benigna causa disturbi che incidono sulla vita quotidiana e la terapia farmacologica non è sufficiente o non è tollerata. Le situazioni più frequenti sono:
- getto urinario debole, minzione lenta o intermittente, sensazione di svuotamento incompleto;
- necessità di alzarsi più volte durante la notte;
- ritenzione urinaria acuta, con posizionamento del catetere;
- residuo di urina in vescica dopo la minzione, documentato dall'ecografia;
- infezioni urinarie ripetute, calcoli in vescica o sangue nelle urine legati all'ipertrofia;
- compromissione della funzione renale dovuta all'ostruzione.
Prima di proporre un intervento eseguo sempre una valutazione completa: visita, ecografia con misurazione del residuo e uroflussometria, insieme agli esami del sangue. L'obiettivo è capire se i disturbi dipendono davvero dall'ostruzione prostatica, perché sintomi simili possono avere altre cause.
HoLEP o TURP: qual è la differenza
La TURP, la resezione transuretrale, è stata per decenni l'intervento di riferimento e resta una tecnica valida. Rimuove il tessuto prostatico a frammenti, dall'interno del canale, ed è indicata per ghiandole di volume contenuto.
Le differenze principali che emergono nel confronto sono queste:
- Volume trattabile. La TURP è indicata soprattutto per prostate di dimensioni medio-piccole; la HoLEP non ha un limite di volume e viene impiegata anche per ghiandole voluminose, che in passato avrebbero richiesto un intervento a cielo aperto.
- Sanguinamento. Il laser ad olmio coagula i vasi mentre incide, riducendo la perdita di sangue durante l'intervento.
- Terapia anticoagulante. La minore tendenza al sanguinamento rende la HoLEP una soluzione considerata anche in pazienti che assumono farmaci che fluidificano il sangue, con una gestione concordata con il cardiologo.
- Catetere e degenza. I tempi sono generalmente contenuti, spesso con rimozione del catetere entro il secondo giorno.
- Durata del risultato. Poiché l'adenoma viene rimosso completamente, la necessità di dover ripetere l'intervento negli anni successivi è bassa.
Non esiste però una tecnica migliore in assoluto: esiste quella più adatta alla tua prostata, ai tuoi sintomi, alle terapie che assumi e alle tue priorità. Tra le opzioni meno invasive rientra anche la TPLA, con vantaggi e limiti diversi. È esattamente ciò che valutiamo insieme in visita.
Come si svolge l'intervento
L'intervento si esegue in anestesia generale o spinale, secondo quanto stabilito con l'anestesista. La durata dipende soprattutto dal volume della ghiandola. Al termine viene posizionato un catetere che consente un lavaggio continuo della vescica nelle prime ore.
Il tessuto rimosso viene sempre inviato all'esame istologico. È un passaggio importante: in una piccola percentuale di casi consente di individuare un tumore prostatico non sospettato prima dell'intervento.
Il recupero, giorno per giorno
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Le prime ore
Riposo con catetere e lavaggio vescicale. Le urine appaiono inizialmente rosate: è previsto e si schiarisce progressivamente.
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Rimozione del catetere
In genere entro 24-48 ore. Dopo la rimozione si controlla che la minzione sia soddisfacente prima della dimissione.
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Prime due settimane
È normale avvertire urgenza di urinare e bruciore, e vedere occasionalmente tracce di sangue. Sono disturbi attesi, che si riducono progressivamente. Si raccomanda di bere regolarmente ed evitare sforzi.
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Dalla terza settimana
La maggior parte delle persone riprende le normali attività. Sport, sollevamento pesi e attività fisica intensa vengono ripresi più gradualmente, secondo le indicazioni date alla dimissione.
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Controlli
Un primo controllo a distanza di poche settimane, con uroflussometria ed ecografia, permette di verificare il risultato e chiarire eventuali dubbi.
Effetti da conoscere prima di decidere
Un consenso informato serio non elenca soltanto i benefici. Questi sono gli aspetti che spiego sempre prima dell'intervento:
- Eiaculazione retrograda. È l'effetto più frequente: il liquido seminale, invece di uscire all'esterno, risale in vescica e viene poi eliminato con le urine. Non riduce la capacità di erezione né la sensazione dell'orgasmo, ma va discussa apertamente se hai un desiderio di paternità.
- Urgenza urinaria transitoria. Nelle prime settimane la vescica, abituata per anni a spingere contro un'ostruzione, ha bisogno di tempo per riadattarsi.
- Perdite di urina temporanee. Possono comparire nel primo periodo e nella maggior parte dei casi si risolvono; gli esercizi del pavimento pelvico aiutano il recupero. Una incontinenza persistente è un'evenienza rara.
- Sangue nelle urine. Episodi occasionali possono presentarsi anche a distanza di qualche settimana, in corrispondenza della caduta delle escare.
- Restringimenti cicatriziali. Poco frequenti, riguardano l'uretra o il collo vescicale e sono in genere risolvibili.
Questa pagina ha finalità informativa e non sostituisce la visita medica. Ogni indicazione chirurgica viene formulata dopo una valutazione clinica individuale.
Domande frequenti
Quello che i pazienti chiedono più spesso sulla HoLEP
Quanto è grande la mia prostata per poter fare la HoLEP?
Non c'è un limite superiore. La tecnica nasce proprio per trattare efficacemente anche prostate voluminose, che con la resezione tradizionale richiederebbero tempi lunghi o un intervento a cielo aperto. Il volume viene misurato con l'ecografia durante la visita.
Prendo farmaci anticoagulanti: posso operarmi?
Spesso sì. La coagulazione ottenuta dal laser riduce il rischio di sanguinamento e rende la HoLEP una possibilità anche per chi assume questi farmaci. La gestione della terapia nei giorni intorno all'intervento viene concordata con il cardiologo o con lo specialista che l'ha prescritta.
L'intervento influisce sull'erezione?
La capacità di erezione non viene compromessa dall'intervento. L'effetto atteso sulla sfera sessuale riguarda l'eiaculazione, che diventa nella maggior parte dei casi retrograda.
Dovrò rioperarmi tra qualche anno?
Poiché l'adenoma viene rimosso nella sua interezza e non solo parzialmente, la probabilità di dover ripetere l'intervento per la ricrescita del tessuto è bassa. Restano necessari i normali controlli urologici periodici.
Arrivo da un'altra provincia siciliana: come mi organizzo?
Puoi inviare in anticipo esami e referti, così la prima visita parte già informata. Quando è possibile concentriamo visita e accertamenti nella stessa giornata, per ridurre il numero di viaggi. Vedi come raggiungere lo studio.
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Che cos'è, quali sintomi provoca, come si arriva alla diagnosi e quali sono le alternative terapeutiche prima della chirurgia.
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La risposta arriva da una visita con ecografia e uroflussometria, non da una ricerca in rete.
A cura del Dott. Michele Colicchia, specialista in Urologia. Ultima revisione: .