Approfondimento diagnostico
PI-RADS 3: che cosa significa davvero
PI-RADS 3 è il punteggio intermedio della risonanza magnetica della prostata: significa che la lesione osservata è dubbia. Non depone per un tumore e non lo esclude. È il referto che genera più ansia, perché sembra non rispondere alla domanda per cui l'esame era stato fatto.
In realtà una risposta la dà, ma solo se letta insieme agli altri dati. Un PI-RADS 3 in un uomo con densità del PSA bassa e visita negativa ha un significato molto diverso dallo stesso punteggio in un uomo con PSA in rapida salita.
La cosa da tenere a mente
Il PI-RADS esprime quanto una lesione appare sospetta alla risonanza. Non rappresenta però, da solo, la probabilità individuale di avere un tumore clinicamente significativo: quella dipende anche da densità del PSA, andamento del valore, visita, età e familiarità.
La scala, in breve
Il PI-RADS — Prostate Imaging Reporting and Data System — classifica su cinque livelli la probabilità che in una determinata area sia presente un tumore clinicamente significativo, cioè una forma che vale la pena diagnosticare e trattare:
- 1 — molto improbabile;
- 2 — improbabile;
- 3 — dubbio: la lesione ha caratteristiche intermedie;
- 4 — probabile;
- 5 — molto probabile. Che cosa comportano un 4 e un 5.
Il 3 non è «una via di mezzo fra sano e malato»: è la categoria in cui il radiologo colloca ciò che non riesce a classificare con sicurezza in nessuna delle altre. Può corrispondere a un tumore, ma anche a un'area di infiammazione cronica, a tessuto ghiandolare addensato o a esiti di una prostatite passata.
Perché il referto non basta da solo
Qui sta il punto che genera più fraintendimenti. Due uomini con lo stesso PI-RADS 3 possono ricevere indicazioni opposte, e non è un'incoerenza: è che il punteggio entra in un calcolo più ampio.
Gli elementi che spostano la decisione sono soprattutto questi:
- la densità del PSA, cioè il rapporto fra il valore del PSA e il volume della prostata. È uno degli elementi più utili per contestualizzare un PI-RADS 3: valori bassi lo spingono verso la sorveglianza, valori elevati verso la biopsia;
- l'andamento del PSA nel tempo: un valore stabile da anni pesa diversamente da uno che sale;
- l'esplorazione rettale, che resta un'informazione che nessun esame del sangue sostituisce;
- età, aspettativa di vita e familiarità, compresa l'eventuale mutazione BRCA2;
- eventuali biopsie precedenti e il loro esito.
È per questo che le linee guida europee, davanti a un PI-RADS 3, non prescrivono un automatismo: indicano di discutere la decisione con il paziente, sulla base del rischio complessivo.
Le due strade
Proseguire con controlli programmati
Quando la densità del PSA è contenuta, la visita non è sospetta e non ci sono altri fattori di rischio rilevanti, è spesso appropriato non eseguire la biopsia e rivalutare a distanza: dosaggi del PSA a intervalli definiti e, quando indicato, una nuova risonanza.
Non è una scelta attendista: è una decisione presa sulla base di una probabilità bassa, che evita un esame invasivo a chi con ogni probabilità non ne ha bisogno.
Eseguire la biopsia
Quando la densità del PSA è elevata, il valore sta salendo, la visita è sospetta o esiste una familiarità importante, il rischio complessivo può diventare sufficiente per proporre la biopsia. In quel caso i prelievi vengono mirati sulla lesione con la tecnica fusion, associando un campionamento delle aree circostanti.
Se la biopsia è già stata fatta ed è negativa
Un PI-RADS 3 con biopsia negativa è una situazione frequente e, nella maggior parte dei casi, rassicurante. Ma non azzera il rischio: il percorso prosegue con la sorveglianza del PSA e della sua densità, e si torna a considerare un nuovo campionamento solo se compare un elemento nuovo.
Ne parlo più diffusamente nella pagina sul PSA che resta alto con accertamenti negativi.
Una nota sulla variabilità
Vale la pena sapere che l'attribuzione del punteggio non è del tutto oggettiva: la concordanza fra radiologi diversi è buona per i punteggi 4 e 5, minore proprio per il 3. Quando il quadro è incerto, la revisione delle immagini da parte di un radiologo dedicato alla prostata può modificare la classificazione, e quindi la decisione.
È un motivo in più per non leggere quel numero come una sentenza, né in un senso né nell'altro.
Questa pagina ha finalità informativa e non sostituisce la visita medica.
Domande frequenti
Le domande più frequenti
PI-RADS 3 significa che ho un tumore?
No. Il 3 è il punteggio dubbio: la lesione ha caratteristiche intermedie e può corrispondere a un tumore, ma anche a un'area di infiammazione cronica o a tessuto ghiandolare addensato. Da solo non decide nulla.
Con PI-RADS 3 devo fare la biopsia?
Non automaticamente. La decisione dipende soprattutto dalla densità del PSA, dall'andamento del valore nel tempo, dall'esame obiettivo, dall'età e dalla familiarità. Con densità del PSA contenuta e visita negativa è spesso appropriato proseguire con controlli programmati.
Che cos'è la densità del PSA?
È il rapporto fra il valore del PSA e il volume della prostata. Serve a distinguere un PSA alto perché la ghiandola è grande da un PSA alto rispetto alle sue dimensioni: il secondo caso è più sospetto. È uno degli elementi più utili per contestualizzare un PI-RADS 3.
Ho fatto la biopsia dopo un PI-RADS 3 ed è negativa: sono tranquillo?
È una situazione frequente e nella maggior parte dei casi rassicurante, ma non azzera il rischio. Il percorso prosegue con la sorveglianza del PSA e della sua densità, e si torna a considerare un nuovo campionamento solo se compare un elemento nuovo.
Due radiologi possono dare punteggi diversi?
Sì. La concordanza fra osservatori è buona per i punteggi 4 e 5 e minore proprio per il 3. Quando il quadro è incerto, la revisione delle immagini da parte di un radiologo dedicato alla prostata può modificare la classificazione e quindi la decisione.
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Fonti e approfondimenti
- Linee guida EAU sul carcinoma prostatico, sezione diagnosi
- MRI and Active Surveillance for Prostate Cancer — studio di cui sono coautore
- Prognostic performance of magnetic resonance imaging-guided biopsy in defining prostate cancer anterior lesions — studio di cui sono coautore