Dopo il trattamento dei calcoli

Lo stent ureterale: quanto resta e come si toglie

Lo stent — chiamato anche tutore ureterale o catetere doppio J — sul referto spesso indicato come JJ — è un tubicino morbido che va dal rene alla vescica e mantiene aperta la via urinaria. Resta generalmente tutto all'interno del corpo — in alcuni casi viene lasciato un filo esterno, e in quel caso te lo dicono prima — non si vede e non richiede sacche.

È l'oggetto di cui i pazienti sanno meno e che li preoccupa di più. Questa pagina risponde alle domande che ricevo con più frequenza: quanto resta, quanto si sente, e cosa succede quando si toglie.

In breve

  • Dov'è Interamente all'interno, dal rene alla vescica
  • Quanto resta Da pochi giorni ad alcune settimane, secondo il caso
  • Si sente? Spesso sì: urgenza, minzioni frequenti, fastidio al fianco
  • Rimozione Ambulatoriale, pochi minuti

A che cosa serve

Dopo il passaggio dello strumento, l'uretere può gonfiarsi: è un canale del diametro di pochi millimetri e reagisce alla manipolazione. Se si chiudesse anche solo parzialmente, l'urina non defluirebbe dal rene, con dolore e rischio di infezione.

Lo stent tiene aperta quella via nei giorni in cui serve, e accompagna l'eliminazione dei frammenti residui. In alcuni casi viene posizionato prima della procedura, e non dopo: quando l'uretere è troppo stretto per far passare lo strumento, lo stent lo dilata passivamente e l'intervento viene eseguito alcune settimane dopo, in condizioni migliori. A volte è previsto fin dall'inizio, altre volte la scelta di procedere in due tempi viene presa durante la procedura: in entrambi i casi è una decisione tecnica, non un imprevisto.

Lo stent ureterale in sede, dal rene alla vescica, e la sua rimozione
Schema esplicativo. Lo stent in sede, con le due estremità ricurve che lo trattengono nel rene e in vescica, e la rimozione per via endoscopica attraverso l'uretra. Clicca o tocca l'immagine per ingrandirla. Le illustrazioni sono semplificate a scopo divulgativo e non rappresentano immagini cliniche reali.

Quanto resta

I tempi di cui si parla qui sono quelli dello stent posizionato dopo un trattamento endoscopico dei calcoli, cioè dopo ureteroscopia o RIRS. Uno stent messo per altre indicazioni — una compressione dell'uretere, una stenosi, una condizione oncologica — può restare in sede molto più a lungo e richiedere sostituzioni programmate: è una situazione diversa, con un suo calendario.

Nel contesto dei calcoli non esiste comunque una durata unica. Dipende da quanto è stata laboriosa la procedura, dalle condizioni dell'uretere, dalla presenza di frammenti residui e dall'eventuale infezione.

Nelle situazioni semplici si parla di pochi giorni. Più spesso di una o due settimane. In casi selezionati — uretere molto sofferente, rene unico, necessità di un secondo tempo chirurgico — può restare più a lungo, e in quel caso il programma viene stabilito fin dall'inizio.

Quello che conta è che la data venga fissata. Uno stent dimenticato è il problema più serio legato a questo dispositivo: nel tempo può incrostarsi, rendendo la rimozione complessa e talvolta richiedendo un nuovo intervento. Al momento del posizionamento devi sapere quando verrà tolto, e quella scadenza va segnata. Se non hai ricevuto una data o indicazioni precise per la rimozione o la sostituzione, contatta il reparto: non aspettare che compaiano disturbi.

Che cosa si sente

Preferisco dirlo prima: lo stent si fa sentire, e non è un segno che qualcosa non vada. I disturbi più comuni sono:

  • urgenza e minzioni frequenti, perché l'estremità inferiore appoggia sulla parete della vescica;
  • fastidio o dolore al fianco proprio mentre si urina: è il reflusso di urina lungo lo stent verso il rene, tipico e transitorio;
  • urine rosate, in modo intermittente, spesso più evidenti dopo uno sforzo;
  • senso di peso al basso ventre, che aumenta stando a lungo in piedi.

Questi disturbi variano molto da persona a persona: alcuni non si accorgono di averlo, altri lo vivono con fastidio per tutto il periodo. Bere regolarmente, evitare sforzi intensi e, quando indicati, alcuni farmaci che rilassano la muscolatura della vescica riducono i sintomi.

Vanno invece segnalati subito: febbre con brividi, dolore che non si controlla con la terapia, impossibilità a urinare, sangue abbondante con coaguli.

Come si toglie

La rimozione è generalmente ambulatoriale e dura pochi minuti. Si esegue per via endoscopica, con uno strumento sottile e flessibile introdotto attraverso l'uretra, in anestesia locale con gel. Provoca generalmente un fastidio breve, con una percezione che varia da persona a persona.

In alcuni casi lo stent viene lasciato con un filo esterno, fissato all'esterno: in quella situazione può essere rimosso tirandolo delicatamente, senza strumenti. L'autorimozione a domicilio va fatta soltanto se è stata espressamente prevista da chi ha posizionato lo stent, nella data e con le istruzioni ricevute: non è una possibilità da dare per scontata per il solo fatto che il filo sia presente.

Nelle ore successive è frequente avvertire ancora urgenza e bruciore e osservare urine rosate: sono fastidi che tendono a ridursi nell'arco di uno o due giorni. Se invece compaiono febbre, dolore al fianco che non si controlla, impossibilità a urinare o sangue abbondante con coaguli, va ricontattato il reparto.

Le domande che arrivano sempre

Posso lavorare? Nella maggior parte dei casi sì, compatibilmente con i sintomi e con il tipo di attività svolta. Sono sconsigliati sforzi fisici intensi e sport di contatto finché lo stent resta in sede.

Posso avere rapporti? Non è controindicato. Alcuni riferiscono fastidio; se il filo esterno è presente, va evitata la trazione.

Devo prendere antibiotici per tutto il tempo? No, non di regola. L'antibiotico si usa secondo indicazione, non come profilassi continua.

Questa pagina ha finalità informativa e non sostituisce la visita medica.

Domande frequenti

Le domande più frequenti

Quanto resta in sede lo stent?

Dopo un trattamento endoscopico dei calcoli non esiste una durata unica: nelle situazioni semplici pochi giorni, più spesso una o due settimane, in casi selezionati più a lungo, con il programma stabilito fin dall'inizio. Uno stent posizionato per altre indicazioni può invece restare molto più a lungo e richiedere sostituzioni programmate. Quello che conta è che la data di rimozione o di sostituzione venga fissata.

Lo stent si vede o esce dal corpo?

No. Resta generalmente tutto all'interno, dal rene alla vescica, e non richiede sacche. In alcuni casi viene lasciato un filo esterno: la rimozione senza strumenti è possibile soltanto quando è stata espressamente prevista da chi lo ha posizionato.

Che disturbi dà?

I più comuni sono urgenza e minzioni frequenti, fastidio o dolore al fianco proprio mentre si urina, urine rosate intermittenti e senso di peso al basso ventre. Variano molto da persona a persona e scompaiono con la rimozione.

Come si toglie?

La rimozione è generalmente ambulatoriale e dura pochi minuti. Si esegue per via endoscopica in anestesia locale con gel: provoca di norma un fastidio breve, con una percezione che varia da persona a persona. Se è presente un filo esterno, la rimozione senza strumenti è possibile soltanto quando è stata espressamente prevista da chi ha posizionato lo stent, nella data e con le istruzioni ricevute.

Posso lavorare e guidare con lo stent?

Nella maggior parte dei casi sì, compatibilmente con i sintomi e con il tipo di attività svolta. Sono sconsigliati sforzi fisici intensi e sport di contatto finché lo stent resta in sede.

Cosa succede se lo stent non viene rimosso nei tempi?

È il problema più serio legato a questo dispositivo: nel tempo può incrostarsi, rendendo la rimozione complessa e talvolta richiedendo un nuovo intervento. Se non ricordi la data, o non hai ricevuto indicazioni per la rimozione o la sostituzione, contatta il reparto senza aspettare che compaiano disturbi.

Uno stent va tolto nei tempi previsti

Se non ricordi la data o hai perso i contatti con chi te l'ha posizionato, è opportuno rivalutarlo.